Un Master da Serie A. Intervista a Mattia Flori

Oggi conosciamo Mattia Flori partecipante a Torno Subito 2017 e conseguentemente diventato Fisioterapista delle giovanili di un’importante società di Serie A, la SS Lazio. È partito per il master a Leeds (Regno Unito) con l’obiettivo di combinare le conoscenze nell’ambito sportivo acquisite nel corso della sua prima laurea in Scienze Motorie con le conoscenze in ambito riabilitativo acquisite nel corso della sua seconda laurea in Fisioterapia.

Perché hai scelto il contesto inglese per accrescere le tue competenze?

Il master in fisioterapia sportiva presso la Leeds Beckett University rappresentava il punto di collegamento perfetto delle mie due lauree. Studiarla in Inghilterra – la patria del calcio – ha dato un valore enorme al mio curriculum vitae ed una forte spinta professionale diretta verso il mondo della fisioterapia sportiva. Lo sport in Inghilterra è un business enorme, anche in ambito accademico, e pieno di opportunità. Le università riescono a formare gli studenti anche tramite partnership con squadre sportive professionistiche, tanto che ci si trova subito immersi nel mondo della fisioterapia sportiva dal principio. In più, l’esperienza di studio e di vita in Inghilterra ha chiaramente contribuito al miglioramento dell’inglese, per cui la sfida è stata doppia.

Una scelta azzeccata che ti ha aperto le porte del mondo sportivo professionistico, è così?

La partecipazione a questo prestigioso master mi ha permesso di essere scelto come fisioterapista di un’importante società di calcio di Serie A per una delle squadre del settore giovanile partecipanti al campionato nazionale di categoria. Chiaramente laurearsi in Inghilterra ha migliorato non poco l’appetibilità della mia storia curriculare e non c’è dubbio che il master abbia avuto una spinta notevole in questo senso. Oltre a questo però mi vorrei soffermare sulle competenze professionali che esso è riuscito a trasmettermi. Sin dai primi periodi, nonostante quello fosse un ambiente nuovo per me, sapevo che avrei potuto dire la mia e contribuire in quello che si è dimostrato essere un lavoro pieno di stimoli.

Com’è andata la stagione calcistica 2018/2019 che si è appena conclusa?

L’esperienza è stata ottima. Come già detto, si tratta di un mondo lavorativo pieno di stimoli e difficilmente ci si stanca. In questo particolare momento ho deciso di abbandonare il “campo” e mi sto occupando di altro, sempre inerente la fisioterapia ed il mestiere del fisioterapista ma ho intrapreso una nuova avventura presso una nuova azienda, che mi sta dando ulteriori soddisfazioni.

Torno Subito si avvia alla sua 6° edizione, cosa pensi di questo programma che ha dato nuova linfa alle tue aspirazioni?

Penso sia una cosa grandiosa. Finanziare progetti ambiziosi per ragazzi giovani e volenterosi è sempre una gran cosa ed in Torno subito ho trovato una gran mano. Posso solo aggiungere un caloroso ringraziamento a chi ha reso possibile questo progetto. Queste sono le iniziative che aiutano ad instaurare una fiducia che sta mancando sempre di più verso le istituzioni ma, soprattutto, speranza. Si dice che si possa vivere 40 giorni senza mangiare ma non più di 4 secondi senza speranza e purtroppo la mia generazione di speranze ne ha avute sempre meno. Se ci sono iniziative come Torno Subito è proprio perché i giovani si trovano a vivere un momento particolarmente difficile economicamente parlando ed è proprio questa la motivazione per cui i più coraggiosi scappano all’estero. Posso solo ringraziare per la possibilità data.