“L’integrazione è una palla che rotola” – Intervista a Marco, Matteo e Gabriele

“L’integrazione è una palla che rotola” – Intervista a Marco Lopetuso (TS 2019), Matteo
Giammarughi (Responsabile Romulea Autistic F.C.) e Gabriele Nuccetelli (Calciatore Romulea
Autistic F.C.)


Lo sapete Torno Subito ha saltato una corsa, era doveroso. Speriamo che la situazione emergenziale
ritornerà al più presto contenuta e quindi potremmo andare avanti con un nuovo Avviso Pubblico e quindi con nuove storie. Nel frattempo abbiamo con noi Marco Lopetuso, beneficiario di Torno Subito 2019. Marco è partito ormai nell’ottobre del 2019 per andare a Porto nell’Università della stessa città lusitana, presso il Dipartimento di Psicologia e Filosofia per fare uno studio sull’autismo.


Ci puoi spiegare un po’ più nel dettaglio quello che hai svolto nella tua Fase 2?

Sono partito per Porto per fare i sei mesi della seconda parte dell’anno di tirocinio obbligatorio post- laurea. In Portogallo ho scritto un progetto riguardante l’autismo attraverso la realtà virtuale e la musica. Lo scopo di questo studio è quello migliorare la prosocialità nei soggetti autistici attraverso un esercizio molto semplice fatto con la realtà virtuale e la musica.


Quali risultati hai ottenuto tramite questo studio?

Per ora lo sto mettendo in atto, a Porto ho soltanto scritto il progetto, è stata una stesura abbastanza lunga che ha preso quasi tutti i sei mesi. Adesso sto cercando un ente che possa aiutarmi nel frattempo sto collaborando con la Romulea Autistic Football Club e provare a fare questo progetto senza la realtà virtuale.


Tu avevi scelto un altro ente purtroppo contingenze dovute al momento storico ti hanno portato verso la Romulea Autistic Football Club. A tal proposito a questo punto farei intervenire Matteo Giammarughi che è uno dei responsabili dell’Autistic F.C. della Romulea che ci racconterà un po’ la storia di questo club.

Autistic Football Club che poi diventa Romulea Autistic Football Club. La squadra nasce casualmente nel 2015 durante un torneo che facciamo annualmente in occasione della Giornata Mondiale di Consapevolezza all’Autismo. Per quanto riguarda le attività di Roma la cooperativa per cui lavoro Giulia Parla Onlus si è sempre occupata di organizzare eventi in concomitanza di quella manifestazione.
Quell’anno decidiamo di fare un torneo di calcio perché ci sembrava che potesse avvicinare più persone contemporaneamente e viene fuori una cosa veramente grossa, un’altissima partecipazione e soprattutto tutti i ragazzi con autismo che vengono invitati a partecipare rimangono entusiasti della proposta sportiva calcistica e ci chiedono di farlo seriamente. Così ci facciamo ospitare per tutto il periodo da aprile a giugno nel campo della Romulea, una delle più antiche squadre di calcio di Roma. Nel frattempo il panorama calcistico nazionale e internazionale ha aperto allo sport inclusivo e con disabilità. La Romulea era una delle poche del Lazio e delle pochissime in Italia a farlo, così l’Autistic Football Club diventa una categoria della Romulea. Oggi siamo ufficialmente riconosciuti dal Coni e giocatori dilettanti a tutti gli effetti



Marco, qual è l’apporto che stai dando alla Romulea Autistic F.C.?

Sono entrato in punta di piedi per cercare di capire, essendo principalmente il mio obiettivo un altro, continuare attraverso il laboratorio. Date le divergenze ho trovato fortunatamente la Romulea che mi ha accolto a braccia aperte. Sto cercando sia di seguire il loro tipo di allenamento, sia di dare il mio apporto con quello che ho studiato. Il ritmo come strumento di supporto totale per le capacità cognitive e prosociali.
Stiamo provando pian piano a fare allenamenti ed esercizi molto semplici che possono aiutare il movimento e la corporeità e il miglioramento delle capacità cognitiva e prosociali dei ragazzi. Vedremo poi col tempo dei risultati.


Dai, contiamo di aggiornarci al termine della fase 2 per parlare dei risultati e delle soddisfazioni che hai riscontrato durante questa esperienza. Vedo nel frattempo che ci ha raggiunto Gabriele, un componente della squadra dell’Autistic Football Club.

Volevo dire che questa cosa del calcio inclusivo in tutta Italia credo sia una grande cosa, al primo posto Messi che è autistico e come me ha la sindrome di Asperger, anche se il mio idolo è Ronaldo.

Lo ricordiamo perché si diventa anche campioni! Gabriele in che ruolo giochi tu? E quanto ti mancano le competizioni, la partita, l’agonismo, lo stare insieme?

Terzino sinistro come Maldini e Candela. Le competizioni mi mancano un sacco! Il Covid-19 sta bloccando tutto!


Nutriamo tante aspettative per la prossima primavera. La Romulea Autistic Football Club riprenderà con gli eventi e Matteo un po’ da collega – se mi permetti il termine – avete messo in piedi una trasmissione radiofonica in questo periodo di lockdown, è così?

Esatto! Parliamo in questo caso della cooperativa Giulia Parla che ho citato prima nella fase di start-up del calcio, è una cooperativa che offre servizi per persone con autismo. Appena abbiamo capito quale sarebbe stato l’andazzo e per quanti mesi abbiamo cercato di convertire tutti i servizi che facevamo il più possibile online. È venuta fuori l’esigenza di creare qualcosa che tenesse in collegamento più persone contemporaneamente che fosse anche uno spazio distensivo e ricreativo, la musica è venuta naturale. Per fortuna i ragazzi di astarbene.com ci hanno permesso di avere uno spazio dedicato il sabato dalle 16 alle 18 dove noi andiamo in onda.
La trasmissione si chiama “Qualcosa è cambiato!”. A volte ospitiamo i nostri ragazzi, intervistiamo musicisti del panorama romano e parliamo non solo di autismo, ma un po’ di tutto quello che sta succedendo questo periodo. Ci siamo occupati di vacanze perché iniziavano le vacanze sotto il Covid.
In questo momento stiamo parlando di scuole perché sono nell’occhio del ciclone.