Il ruolo delle foreste nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Intervista a Bianca Sipala

Bianca Sipala, a soli 25 anni vanta già un percorso accademico quinquennale nel campo delle scienze forestali e una posizione di tutto rilievo – ottenuta grazie al progetto – in uno dei più importanti organismi internazionali del settore.

  • Bianca, tutta la tua formazione è incentrata sulla salvaguardia e il restauro di aree forestali, da cosa proviene questo interesse?

La mia famiglia ha una piccola casa a Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e fin da piccola i miei genitori mi hanno portata a fare escursioni in montagna e mi hanno sensibilizzata al contatto con la natura. Sicuramente tutto ciò ha influito sulla scelta del mio percorso universitario in Scienze Forestali, improntato alla conservazione della natura e delle foreste. Inoltre, il mio interesse nella salvaguardia e nel restauro delle aree forestali è cresciuto sempre più con il progressivo approfondimento delle mie conoscenze durante gli studi.

  • Puoi descriverci brevemente il lavoro di ricerca svolto durante la fase 1?

Durante la prima fase che ho svolto in Austria presso l’ECO Institute of Ecology la mia ricerca è stata incentrata sulle faggete vetuste europee riconosciute dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità nel 2017. Per chi non è del settore, per faggeta vetusta si intende un bosco di faggio i cui alberi non vengono tagliati da molti anni che, per questo, presenta rilevanti caratteristiche ecologiche e naturalistiche.

A seguito del riconoscimento da parte dell’UNESCO si è costituito un network di esperti che collaborano e cooperano in tutta Europa. Mi sono occupata di analizzare dati di vario genere derivanti da questi boschi e dalle loro buffer zones, ovvero zone cuscinetto con lo scopo di limitare impatti da attività che avvengono all’esterno sul cuore del sito.

Per me questa attività è stata molto interessante anche perché cinque siti di questo patrimonio UNESCO ricadono all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

  • Quanto è stata determinante l’esperienza presso l’istituto di ecologia di Klagenfurt per la tua carriera?

È stata una esperienza molto importante per la mia formazione e per la mia carriera in primo luogo perché ho ampliato le mie conoscenze ed approfondito temi che avevo iniziato a studiare all’università e durante i due tirocini curriculari svolti presso il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise durante il percorso di studi. Inoltre, il mio supervisor mi ha dato la possibilità di partecipare a due conferenze internazionali in Romania, dove ho potuto toccare con mano due diverse realtà, nella prima conferenza un incontro tra esperti e ricercatori del settore, mentre nella seconda una riunione al livello politico-ministeriale per decisioni a carattere istituzionale. È stato molto utile entrare nel vivo di processi internazionali di questo calibro e poter conoscere persone da tutta Europa coinvolte nello stesso progetto calato in contesti nazionali diversi.



Meeting internazionale Beechforest – Romania
  • Si fa un gran parlare di cambiamento climatico e salvaguardia dell’ambiente, quali sono i temi caldi della sezione Forestry della Fao?

Il dipartimento Forestry della FAO è molto grande ed abbraccia tutte le principali tematiche dell’ambiente forestale. Ogni Team ha la sua area di lavoro, anche se spesso c’è collaborazione e cooperazione.

Temi di grande importanza sono la gestione sostenibile delle risorse forestali, la riforestazione e le azioni contro la deforestazione e la desertificazione, le aree protette, la gestione di incendi e di malattie nelle foreste, la gestione di prodotti (legnosi e non legnosi) e di servizi ecosistemici, il ruolo delle foreste nella mitigazione ai cambiamenti climatici e nella conservazione della biodiversità, la gestione dei bacini idrogeologici, l’invasione di specie esotiche, il ruolo delle foreste nei paesi in via di sviluppo ed il rapporto tra foreste e villaggi indigeni, la gestione forestale da un punto di vista politico e governativo, i sistemi agroforestali e le foreste urbane e periurbane.



Forest resources management team (FAO)
  • Cosa ha rappresentato per te Torno Subito?

Torno Subito è stata una esperienza fantastica. Mi ha offerto l’opportunità di andare all’estero per svolgere un tirocinio. Il più delle volte le aziende non vedono di buon grado l’idea di dover istruire e pagare un giovane neolaureato, ma una permanenza all’estero senza almeno un rimborso spese spesso non è neanche immaginabile. Torno Subito, invece, finanziando il mio progetto mi ha dato questa incredibile possibilità.

Trovo che sia una iniziativa intelligente e per me ha rappresentato una connessione tra il mondo universitario e quello del lavoro, in un momento delicato, quale quello di termine degli studi, in cui spesso ci si trova un po’ spaesati e con le idee poco chiare. Sono entusiasta del progetto Torno Subito in generale, perché mi ha dato l’opportunità di svolgere delle esperienze lavorative e di vita meravigliose, che non dimenticherò mai. Inoltre, sono davvero molto contenta di aver avuto una estensione del contratto presso la FAO, dove sono riuscita a farmi apprezzare, e dove spero di poter rimanere a lavorare a lungo. Questo è dovuto sia al fatto che il mio tirocinio ha confermato le aspettative che avevo sulla FAO, sia al fatto di essere rimasta entusiasta dell’atmosfera che si respira all’interno di questa organizzazione, del tipo di lavoro che svolgo, dei colleghi del team con cui lavoro e delle persone provenienti da tutto il mondo. Ogni giorno ho la possibilità di conoscere e di incontrare, ampliando i miei orizzonti mentali e di vita a nuove culture e stili di vita.