“Grazie a Torno Subito ho iniziato a porre gli occhi sul mondo”. Intervista a Martina Antonacci

  • In che cosa ti sei specializzata?
    Sono una perfusionista, ho una laurea in tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, seguita da un master in ecocardiografia conseguito presso la Sapienza di Roma. La mia formazione specializzata nel settore diagnostico cardiovascolare mi avrebbe offerto tre possibilità di sviluppo futuro: fare il tecnico di cardiologia/ecocardiografista in ambulatorio, fare il perfusionista in una sala operatoria di cardiochirurgia, oppure avere un ruolo da specialista all’interno di una multinazionale medicale focalizzata su devices orientati al trattamento di patologie cardiovascolari.
    Chi è il perfusionista? E’ colui che utilizza la macchina cuore-polmoni, un sistema di assistenza cardiochirurgica che permette al cardiochirurgo di operare su un cuore fermo in casi di bypass coronarico o di sostituzione delle valvole cardiache. In ogni caso parliamo dell’ambiente sanitario.
  • Cosa mancava alla tua formazione universitaria?
    Subito dopo la formazione universitaria e post, ho effettuato diversi concorsi pubblici e colloqui con aziende e multinazionali del settore in diverse aree d’Italia, i limiti geografici non li ho mai considerati.
    Nonostante avessi un ottimo percorso formativo sembrava mancasse qualcosa per arrivare allo step decisivo di ogni colloquio. Il progetto Torno Subito è stato il trampolino di lancio giusto, uno strumento che
    mi ha permesso di fare work experience all’estero nel settore in cui mi ero formata. Il collante ideale tra percorso universitario e mondo del lavoro. Oltre che essere stata un’esperienza eccezionale da un punto di vista professionale lo è stata anche da quello umano e linguistico. Tutto ciò che ho acquisito con questa esperienza di vita mi ha migliorato e reso consapevole offrendo al mio CV ciò che mancava per renderlo appetibile. Al termine del progetto Torno Subito, nel 2014, sono stata assunta subito a tempo indeterminato dall’allora St Jude Medical, nella divisione vascolare, da allora in poi è stato un boomerang di opportunità. Oggi, a distanza di 4 anni, posso dire che Torno Subito è stato il più bell’investimento che potessi fare sul mio futuro.
  • All’epoca in Italia la tua professione era una rarità, è così?
    Diciamo che il ruolo del Sonographer/tecnico di ecocardiografia che si occupa sia dell’esecuzione che della refertazione dell’esame eco, era poco conosciuto e tutelato come ruolo in Italia, molto riconosciuto e diffuso invece in UK, USA, Australia ecc. Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione anche in Italia per i sonographers, seppur con i limiti legislativi nelle assunzioni rispetto a una qualsiasi altra professione tecnico-sanitaria. Il percorso lavorativo del sonographer è stata oggetto del mio progetto, il poter esercitare tale ruolo all’estero per poi riportare in Italia le competenze ed esperienze soprattutto acquisite all’estero.
  • Dove hai svolto la tua work experience?
    All’interno del dipartimento ecocardiografico dell’Hammersmith Hospital di Londra, un enorme dipartimento con più sale eco dove i sonographers effettuano e refertano esami ecocardiografici inoltrando poi i refererti ai pazienti o ai reparti dell’ospedale avvalendosi di sistemi informatizzati. Il master in ecocardiografia, conseguito subito dopo la laurea mi ha reso sonographer (tecnico di ecocardiografia). Prima di partire per l’estero ho effettuato il tirocinio richiesto per acquisire autonomia nell’esecuzione dell’esame presso due strutture ospedaliere di Roma. Poter approfondire ma soprattutto fare pratica in una realtà all’avanguardia come l’Hammersmith Hospital ha consolidato le competenze e dato slancio al mio percorso.
  • Dove hai svolto la Fase 2 del progetto?
    La fase 2 prevedeva che io riportassi le competenze acquisite presso gli ambulatori eco della cardiologia dell’ospedale Fate Bene Fratelli dell’Isola Tiberina, loro si erano dimostrati disponibili ad accogliermi; allo scadere della prima fase del Progetto, dopo sei mesi a Londra, dopo forse 200 CV reinviati con questa esperienza in più sulle spalle, sono stata contattata da una multinazionale medicale per iniziare le selezioni per una posizione aperta. Stavano cercando un clinical specialist per l’area centro-sud in Italia. Io ovviamente ho preso la palla al balzo e ho portato avanti le selezioni; nello stesso tempo la seconda fase del progetto Torno Subito stava diventando complessa, non per mio volere, poichè la struttura su Roma non mi avrebbe più accolto, tirandosi indietro dal progetto. Mi sono attivata per trovare un altro partner su Roma che fosse disposto ad entrare nel progetto all’ultimo. Arriva la chiamata dalle risorse umane della Abbott per informarmi che ero stata presa per quel ruolo a cui ambivo da tanto. Il seguito lo potete immaginare.
  • Cosa ha rappresentato per te Torno Subito?
    Torno Subito è stato un enorme possibilità che ho colto con entusiasmo da subito e che mi ha permesso di arrivare dove volevo e realizzarmi. Grazie a “lui” ho accresciuto ulteriormente la mia esperienza nel settore diagnostico dell’ecocardiografia, ho migliorato l’inglese, mi sono messa alla prova ampliando le vedute ma soprattutto ho avuto uno strumento da utilizzare attivamente nella ricerca del lavoro. Torno subito per me è stata testimonianza e un inizio del “Porre gli occhi sul mondo”.
  • Di cosa ti occupi nella multinazionale Abbott che ha acquisito la vecchia St Jude Medical?
    Svolgo il ruolo di therapy specialist per la divisione cardiovascolare, un ruolo dinamico che mi porta spesso a viaggiare in Italia e all’estero. È un ruolo con tre anime, una clinica che da supporto tecnico-scientifico ai medici/operatori sanitari nelle cardiologie interventistiche guidandoli all’utilizzo di devices e apparecchiature. La seconda anima è quella legata al supporto marketing nel lancio di nuovi prodotti dall’Europa in Italia, nei training a colleghi e clienti, nella decodifica e preparazione di materiale per gare d’appalto ospedaliere, partecipazione a congressi clinici. La terza anima del ruolo è quella della vendita clinica, più commerciale, del raggiungimento targets e obiettivi. Svolgo un ruolo che mi piace, compatibile al mio percorso studi e in cui è possibile crescere e migliorare. Il lavoro in team e l’importanza delle relazioni è fondamentale. Sono richieste flessibilità, parliamo di aree geografiche ampie, la mia area di competenza ricopre Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria. Spesso vi sono momenti di incontro con colleghi provenienti da altre Countries; gli interlocutori in questo lavoro sono diversi dai medici alle ingegnerie cliniche e farmacie ospedaliere, amministrazioni; le opportunità delle realtà aziendale e il continuo investimento sulla formazione e aggiornamento del personale sono elementi molto stimolanti in realtà come queste. Il tutto mantenendo il focus sul settore cuore-vasi che è quello da cui sono partita.
  • Come si svolge l’attività di marketing?
    Vengono effettuate campagne di lancio su nuovi devices dall’Europa, una volta ottenuto il marchio CE, su un gruppo ristretto di dipendenti (solitamente mktg e clinical specialist). Successivamente lo specialist dopo la formazione all’estero riporterà i messaggi lanciati, il materiale, i benefici ecc ai colleghi, ai sales rappresentative presenti sul territorio nazionale e direttamente ai clienti, agli ospedali sulla base di una strategia precisa. Oppure si è coinvolti nella decodifica di una gara regionale o a singolo centro su medical devices e nella preparazione della documentazione richiesta. Oppure nella stesura di schede tecniche, brochure secondo i criteri aziendali.
  • Cosa consigli alle persone che hanno fatto il tuo stesso percorso formativo?
    A chi ha seguito il mio percorso ed è alla ricerca di un lavoro consiglio di essere tenaci e non mollare, sforzi e sacrifici saranno ripagati, di sfruttare tutte le competenze maturate nel tempo senza tralasciarne alcuna, di adattarsi ai cambiamenti cogliendo le nuove opportunità senza radicarsi. Consiglio di portare avanti le
    proprie ambizioni e allargare il più possibile le proprie vedute. Abbiamo tutti un enorme potenziale, sta a noi svilupparlo nel modo migliore possibile sfruttando gli strumenti che ci vengono offerti. Oggi siamo molto fortunati con le piattaforme a disposizione di giovani e non, Linkedin è una di queste per esempio, affidabile e con molti Head Hunter alla ricerca di profili.
    Grazie a Torno Subito faccio un lavoro che mi rende soddisfatta, compatibile con il mio percorso di studio e che mi permette di pensare a una crescita futura. Sono nel mio, ho trovato la mia strada.
Ascolta l’intervista