Risanamento delle acque di scarico per la coltivazione domestica. Intervista ad Adriano Carboniero

Oggi conosciamo Adriano Carboniero un giovane laureato in Biotecnologie che ha colto l’occasione di Torno Subito per partecipare – su consiglio della sua relatrice di tesi – a un’interessante collaborazione fra il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e il Dipartimento di Biologia di Tor Vergata. Questa esperienza “sul campo” gli ha permesso di accumulare conoscenze fondamentali al compimento del percorso di laurea magistrale.

  • Come sei venuto a conoscenza del Bando?
    Sono venuto a conoscenza del bando Torno Subito 2018 grazie alla professoressa con cui ho svolto la tesi triennale all’università, Luciana Migliore, che mi ha proposto di partecipare al bando per avere la possibilità di lavorare ad un progetto di ricerca da lei coordinato.
  • Come è nata l’idea del tuo progetto?
    L’idea del mio progetto è nata dal confronto tra la professoressa Luciana Migliore dell’Università di Roma Tor Vergata e la professoressa Fiammetta Costa del Politecnico di Milano, che insieme hanno trovato in questo progetto la risposta a questioni relative a soluzioni di design innovative ed alla sostenibilità ambientale delle attività umane.
  • Il fulcro del tuo progetto è la realizzazione di un filtro biologico da applicare a un sistema volto al riutilizzo delle acque di scarico delle lavastoviglie per l’irrigazione di piante, si possono utilizzare scarichi di altri elettrodomestici per ottenere il medesimo risultato?
    Al momento il progetto al quale ho preso parte non prevede l’utilizzo di acque di scarico differenti da quelle delle lavastoviglie, ma ciò non esclude che futuri sviluppi del prototipo al centro del progetto non possano permettere l’utilizzo anche di scarichi generati da differenti elettrodomestici.
  • Il prototipo è stato sviluppato durante l’attività di progetto o è frutto di un lavoro preliminare?
    Al momento del mio subentro all’interno di questo esperimento, il quale aveva avuto inizio già da circa due anni, il prototipo era stato già realizzato e se ne era già testato il funzionamento; tuttavia, nel corso della mia attività per il progetto Torno Subito, ho svolto un ruolo attivo nel monitoraggio e nella supervisione dell’attività del prototipo, potendo quindi individuare aspetti nei quali intervenire allo scopo di migliorarne le prestazioni e l’accuratezza. Alla messa in atto di alcune di queste modifiche ho potuto partecipare in prima persona, mentre per altre ho solo potuto suggerire come intervenire nelle future fasi dell’esperimento.
  • Quale specie di vegetali sono state sottoposte al trattamento? Sono state sottoposte al trattamento piante di fragola verde (Fragaria viridis), crescione inglese (Lepidium sativum), menta romana (Mentha spicata), timo a fascetti (Thymus longicaulis), erba cipollina (Allium schoenoprasum), lattuga romana (Lactuca sativa) e radicchio di Chioggia (Cichorium intybus var. Radicchio di Chioggia).
  • Stai già lavorando per ottenere miglioramenti rispetto a quanto emerso durante l’attività progettuale?
    Al momento non sto più lavorando a questo progetto, poiché una volta conclusi i termini previsti dal bando Torno Subito 2018 l’unico modo per poter continuare a lavorare a questo progetto sarebbe stato nelle vesti di tesista universitario o di dottorando, posizioni che in questo momento non sto rivestendo.
  • Il tuo progetto ha coinvolto il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e quello di Biologia di Tor Vergata, come siete riusciti a coniugare l’aspetto funzionale a quello finemente stilistico?
    In parte ciò è stato possibile grazie alla divisione dei compiti tra le due Università: mentre al Politecnico di Milano si è curato lo sviluppo del sistema composto dalla lavastoviglie, dall’orto verticale e dal sistema per convogliare i reflui della lavastoviglie agli alloggi per le piante dell’orto, presso l’Università di Roma Tor Vergata si è lavorato allo sviluppo del filtro biologico necessario per migliorare gli effetti benefici e nutritivi del refluo nei confronti delle piante. Ad ogni modo il connubio tra i due aspetti di cui si parla nella domanda non sarebbe stato possibile senza la grande apertura all’interdisciplinarità, l’apertura mentale e la curiosità verso approcci innovativi che ha caratterizzato tutte le persone che hanno preso parte allo sviluppo del progetto, a partire dai suoi inizi fino ad oggi.
  • Cosa manca al prototipo per essere commercializzato, ci sono delle realtà private interessate a questo investimento?
    Ciò che manca al prototipo per essere commercializzato è fondamentalmente la realizzazione compiuta del filtro biologico, riguardo al quale le sperimentazioni sono ancora in corso. Solo a quel punto si potrà procedere con l’individuazione di realtà private interessate alla commercializzazione del prodotto.
  • Come valuti l’esperienza con Torno Subito?
    La mia valutazione dell’esperienza con Torno Subito è a livello globale certamente positiva; mi ha permesso di maturare preziose conoscenze ed esperienze nel campo lavorativo che ritengo potranno essermi fortemente utili nella scelta del mio percorso professionale in futuro, e mi ha inoltre dato l’opportunità di cimentarmi in un’esperienza di vita al di fuori della mia città natale, grazie alla quale ho avuto l’occasione di affrontare sfide che hanno per me costituito una fonte di crescita sia umana che professionale.